Ho 35 anni anni e da 10 faccio ricerca, da 6 anni sono felicemente sposata. Sono una precaria universitaria, non mi è mai dispiaciuto troppo esserlo perché finché facevo il mio lavoro, finché seguivo i miei studenti e miei progetti del resto non mi importava molto, lo stipendio l'ho sempre ricevuto "quasi" tutti i mesi da 10 anni a questa parte. Ma adesso non posso più essere precaria perché grazie alla legge 240 del 2010 che prevede un limite alla precarietà senza prevedere dei percorsi di stabilizzazione, sono arrivata al tetto massimo di tempo da precaria universitaria. Così adesso io dopo 10 anni di onorata carriera scientifica documentata da numerose pubblicazioni, premi e riconoscimenti ho due scelte davanti o rinuncio alla scienza e vado fare un altro lavoro (ammesso e non concesso che lo trovi!) oppure me ne vado all'estero lasciando mio marito in Italia facendo i pendolari dell'amore, rinunciando alla mia casa e ai miei affetti. Questo è il paese in cui viviamo, così vengono trattati gli studiosi Italia.