Cercavo qualcosa di interessante da visitare nei dintorni di
Birmingham e mi sono imbattuta in Cadbury World. La scusa è una divertente visita ad una
fabbrica di cioccolato( e chi non vorrebbe seguire Willy Wonka e i suoi oompa
loompa??), e ci si ritrova a fare un giro tra la storia del cioccolato, la
creazione delle deliziose tavolette dairy milk che hanno ormai superato i 100
anni di onorato servizio.
Si scende alla Stazione di Bournville e già ci si accorge dell'importanza della fabbrica nella comunità infatti la stazione è di colore viola(mentre tutte le altre della linea London Midland sono nere e verdi)
Si proseguendo la Purple Way( la via viola) che porta alla fabbrica.
Ma quello che
non ci si aspetta è di trovarsi di fronte ad uno dei migliori esempi di welfare
mai realizzati. Nel 1861 Cadbury decide
di spostare la produzione di cioccolato
dalla sua bottega del centro di
Birmingham ad una zona rurale nel sud della città, lontana dalle convenzionali
zone industriali. Qui, a Bournville, decide di costruire non solo la sua
fabbrica ma anche un villaggio per i suoi dipendenti, il che comprende non solo
gli alloggi ma anche piscina, campi da gioco(tennis, cricket, hockey), ospedale
e soprattutto scuole sia per i dipendenti analfabeti che per i loro figli. Inoltre
tutte le strutture potevano essere utilizzate non solo dai dipendenti della
fabbrica di cioccolato, ma anche da tutta la comunità.
L’affetto che i dipendenti nutrivano per la famiglia Cadbury, si manifestò concretamente quando in occasione delle nozze d’argento del proprietario della fabbrica i dipendenti( ormai di tutto il mondo) raccolsero i soldi per costruire Bournville Rest House, nel bel mezzo del Bournville Village Green.
Insomma il Signor Cadbury è un antesignano del nostro Olivetti.
La fabbrica rimane tuttora attiva e funzionante (anche se nel
2007 è stata acquisita dal gruppo Kraft ndr), è circondata da verde e non sembra
proprio di stare in una “fabbrica”.
Insomma già oltre un secolo fa era chiaro che il benessere
dei lavoratori è la base per il fiorire dell’industria, ma purtroppo l’avidità
del padrone continua a guidare le nostre economie.




